Quella mattina mentre ero al bar a bere un caffè ho incontrato una persona che mi ha cambiato la vita…

Continua la storia in prima persona.

Ero seduto in un angolo del bar, osservando fuori della vetrina una coppia che camminava lentamente mano nella mano. La donna pareva così contenta, con un’ espressione così familiare….

D’improvviso ho intravisto con la coda dell’occhio un uomo che si avvicinava. Si è fermato davanti a me e, prima che io potessi reagire, si è seduto accanto a me. Mi sono reso conto che l’avevo visto qui due giorni prima con un gruppo di tre persone. Sembrava che il gruppo gli avvesse dato un portafoglio con riluttanza dopo una lunga discussione. Stavo in guardia; quest’uomo aveva una faccia davvero losca.

Senza altri preamboli, l’uomo ha cominciato a dirmi: ‘Signore, non voglio disturbarLa, ma ho qualcosa di importante da dirLe. Penso che Lei voglia ascoltare.’ Benché il uomo fosse tanto sospetto, devo dire che ero curioso.

‘Vada al dunque,’ ho risposto.

‘Bene, signore, oggi Le arriva un colpo di fortuna! Sono in grado di aiutarLa per quanto riguarda….il denaro.’ Ho sentito subito puzza di bruciato. L’uomo aveva notato il mio scetticismo mentre parlava e si è messo a ridere.

‘Non si deve preoccupare, signore! Devo farLe una domanda sola, un indovinello.’

‘Qual è il tranello?’

‘Ah, Lei è interessato, no? Giochiamo per….500 euro? Si ricordi che la fortuna premia gli audaci!’ Mi vergogno ammetterlo, ma questa proposta era una tentazione per me, visto che ero al verde da un anno grazie alla morte della mia ricca moglie.

‘Sono pronto,’ ho detto finalmente. L’uomo ha fatto un gran sorriso e ha tirato fuori un pacco. Capendo cosa c’era dentro, ho preso il mio portafolgio e ho contato tutto quello che avevo. Tutto quello che avevo al mondo, in realtà. Avevo 500 euro. Bisognava per forza che io vincessi. Avevo appena trovato un lavoro quella stessa mattina, ma per assumermi richiedevano che possedessi un’auto. Dopo ore di ricerca, non avevo trovato nulla che costava meno di 1.000 euro.

‘Allora, la domanda: che cosa descrivo? L’uomo che ha inventato questo oggetto non lo vuole, l’uomo che l’ha comprato non ne ha bisogno e l’uomo che ne ha bisogno non sa che ne ha bisogno. Ti do cinque minuti.’ Guardava l’orologio del bar. Per quattro minuti ho riflettuto diligentemente. Pensavo a diverse risposte possibili, per esempio un cappotto, una bicicletta, gli occhiali, comunque non avevano senso. Dopo, è cominciato a venirmi il panico. La memoria di mia moglie, bella e felice, passava davanti ai miei occhi. La mia povera moglie, adesso….poi mi ha colpito.

‘Il tempo è scaduto! Di cosa parlavo?’ L’uomo sembrava molto compiaciuto, come se avesse già vinto. Ma io sapevo la soluzione.

‘La bara.’ Mentro l’ uomo rimaneva di sasso, ho preso il mio portafoglio ed il pacco prima di alzarmi ed uscire.

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